centro musa
musei del sito reale di portici

youtube fb inst

oasis

 

Da giardino reale a Orto Botanico: dove natura e storia si saldano

 

Nel bosco superiore fu creato, nel 1872, l’Orto Botanico di 7.400 mq. per iniziativa di Nicola Antonio Pedicino. Sotto la sua direzione (1873-1877) il giardino preesistente fu trasformato con finalità scientifiche e didattiche. Nel 1875 fu pubblicato un primo Index Seminum, il primo catalogo dei semi ivi prodotti e nel ’77 fu costruita una serra in ferro e vetri a ridosso del muro di cinta del Belvedere.

Dell'impianto originario dei giardini rimangono oggi le opere architettoniche: cassoni per le piante, muri di cinta, busti marmorei e fontane, aiuole specializzate, vasche con piante acquatiche e la Serra Pedicino.

L’esposizione botanica è organizzata per distribuzione geografica e tipologie ambientali: vi si allevano conifere, flora del Mediterraneo, magnolie e piante provenienti dal Centro e Sud America, dall’Australia edal Sudafrica; altre sono di origine euroasiatica. La Serra Pedicino, restaurata nel 2000, ospita una collezione di piante epifite. Una struttura in pietra accoglie la Primula palinuri, endemica in Campania, Basilicata e Calabria.

Adiacente al giardino storico e all’ombra dei lecci, il giardino delle felci è uno degli angoli più suggestivi dell’Orto. Poco discosto un palmeto ospita venticinque diverse specie ed esemplari di Plumeria e di Grevillea robusta.

La serra delle “succulente” è una perla dell’Orto: vi si coltivano oltre 400 specie provenienti dai deserti africani e americani (Cactaceae, Aizoaceae, Euphorbiaceae, Didieraceae e Apocynaceae). Su tutte spiccano gli esemplari carpelliferi e staminiferi di Welwitschia mirabilis, pianta desertica perfettamente adattata nell’Orto botanico.

Al verde strutturato ed antropico del giardino storico, si contrappone la natura quasi selvaggia del bosco circostante, intitolato al botanico napoletano Giovanni Gussone. Il bosco è un museo vivente delle formazioni vegetali mediterranee spontanee.

L’Orto botanico e il bosco insieme costituiscono un eccezionale documento di una cultura museale in cui si uniscono le qualità del museo scientifico, del giardino storico e del sito archeologico.