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musei del sito reale di portici

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mosaico musaIl MUSA nasce dalla fusione dei Musei delle Scienze Agrarie e costituisce uno dei Centri museali dell’Ateneo Federico II di Napoli. È stato istituito nel 2011 ed è localizzato, con l’Herculanense Museum, nel Sito Reale di Portici. Il MUSA comprende: l’Orto Botanico di Portici, il museo Botanico Orazio Comes, il museo Entomologico Filippo Silvestri, il museo Mineralogico Antonio Parascandola, il museo di Meccanica Agraria Carlo Santini, il museo Anatomo-zootecnico Tito Manlio Bettini e la Biblioteca storica dei musei. Inoltre, in base ad un accordo con Soprintendenza e Provincia, il MUSA gestisce anche la fruizione dell’Herculanense Museum. Il rilevante patrimonio di collezioni scientifiche del MUSA consiste in reperti, strumenti, e libri scientifici, di cui i più antichi risalgono al 1500, una caleidoscopica testimonianza della storia delle scienze e delle tecnologie agrarie dell’Italia meridionale e delle esplorazioni in terre straniere, ma anche una rappresentazione dell’evoluzione del pensiero scientifico. Le collezioni dei musei delle scienze agrarie, senza dubbio di una ricchezza e diversità confrontabile con quelle di altri più noti musei scientifici europei sono, per la maggior parte, conservate in depositi e locali non aperti al pubblico. Attualmente sono visitabili l’Orto botanico con il relativo Parco e l’Herculanense Museum inaugurato nel 2009 che, con un linguaggio multimediale, ripropone l’originario museo borbonico settecentesco, all’epoca il primo museo archeologico d’Europa. Il Sito Reale di Portici necessita indubbiamente di restauri e di una riqualificazione generale, ora in corso di realizzazione, che permetterà la nascita di un nuovo sistema museale integrato, erede della prestigiosa tradizione di cui il Sito Reale è diretta testimonianza. In tale contesto il MUSA, che abbraccia le tante anime della Reggia, quella archeologica, quella storica artistica, e quella scientifica, renderà finalmente possibile l’esposizione e la fruizione di tesori troppo a lungo dimenticati.

Mission

Il Musa è un complesso museale in divenire. La nostra missione è esprimere il valore culturale del patrimonio architettonico e storico-artistico, custodire e valorizzare le collezioni museali, condividere col visitatore un percorso esperienziale.
Vogliamo creare sinergie territoriali, promuovere le risorse naturalistiche, paesaggistiche, architettoniche e scientifiche dell’intero complesso museale; il nostro patrimonio testimonia le relazioni dell’uomo con la storia e con la propria cultura dal settecento ad oggi.
Vogliamo trasformarci in un centro di produzione culturale, polo di attrazione nazionale ed internazionale per la riqualificazione di un luogo e della sua comunità; vogliamo creare una rete di risorse e di competenze. Nel più ampio campo delle istituzioni culturali vogliamo rendere il MUSA un luogo in cui le culture si incontrano e comunicano.

Vision

Si può dire che la ‘museologia della meraviglia’ fa perno sullo stupore di fronte all’inusuale o al meravigliosamente bello, la ‘museologia razionale’ suscita la curiosità e la ‘museologia evocativa’ fa perno sul sentimento.
G. Pinna

Vorremmo che il MUSA abbracciasse tutti i linguaggi della museologia per dar voce ai numerosi collezionisti che hanno contribuito, nel tempo, a creare il nucleo museale.
La nostra visione di museo si fonda sullo stupore, sulla curiosità e sull’emotività. Abbiamo bisogno di sguardi stupiti che sappiano proiettarci in un futuro attivo in cui il museo svolga un ruolo di raccordo, promulgatore di idee e di nuove forme di comunicazione. Abbiamo bisogno di sentimenti di affezione al bene per stabilire un dialogo istituzione-territorio che si nutra delle continue produzioni e attività e che incoraggi il dibattito.
Il MUSA ha l’ambizione di diventare promulgatore di nuove forme museali, interconnesse a livello nazionale ed internazionale con diverse realtà museali per poter stabilire nuove e sperimentali forme di comunicazione e musealizzazione. Un Museo aperto al dialogo, alle nuove proposte, che da voce al territorio e che trasforma il museo in una istituzione viva, capace di interagire, di modificarsi nel tempo e di aprirsi ad una nuova valorizzazione e ad un nuovo mercato.

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