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Nel corso della prestigiosa storia della Reale Scuola Superiore di Agricoltura prima (1872), e della Facoltà di Agraria poi (1935), gli studiosi, i docenti e i ricercatori hanno accumulato un ingente patrimonio di libri scientifici, di indubbio interesse storico.

La Biblioteca storica, cresciuta prevalentemente intorno alla donazione effettuata da Orazio Comes dei propri libri, ha pochi confronti in Europa, per la presenza di testi rari dal XVI al XX secolo. È divisa in tre sezioni: opere del Cinque e del Seicento la prima, del Settecento la seconda, ed infine dell’Otto e del Novecento.

La biblioteca custodisce un fondo di testi scientifici che consente di ripercorrere la storia delle scienze naturalistiche e mediche nell’età moderna, dalla mineralogia alla chimica, dalla fisica alla zoologia e alla botanica. Una parte considerevole della biblioteca è costituita da testi di cultura umanistica e di religione.

L’opera più antica conservata nella biblioteca è la rara edizione del 1534 della famosa traduzione latina di Teodoro Gaza dei nove libri del De Causis Plantarum di Teofrasto, compiuta nel 1483.

La biblioteca conserva inoltre testi di Ferrante Imperato (Napoli, 1550-1631) e dell’allievo Fabio Colonna (Napoli, 1567-1640), che dalla fine del Cinquecento fecero di Napoli uno dei principali centri di ricerche botaniche in Europa. Della celebre Historia Naturalis di Imperato, del 1599, uno dei più accurati compendi di scienze naturali della età moderna, la biblioteca possiede la seconda edizione del 1672.

Oltre 60 volumi, in prima edizione, risalgono al Settecento e forniscono un quadro rappresentativo della rivoluzione scientifica dell'Illuminismo. Particolarmente preziose, per la loro rarità e bellezza, sono le tavole dipinte a mano contenute nelle due opere di Nicolas Joseph Jacquin, Icones plantarum rariorum (1781-1806).

I testi del Settecento testimoniano i tentativi di strutturare un sistema unitario di nomenclatura dei vegetali e definiscono le prime produzioni enciclopediche scientifiche, tra cui spicca l'Éncyclopédie metodique di Pancoucke, di cui Jean-Baptiste Monet de Lamarck (1744-1829) curò la parte botanica, della Éncyclopédie sono conservati i sei volumi e i quattro volumi iconografici, contenenti un totale di più di 1.000 tavole.

Fra Sette e Ottocento, nel mondo accademico e scientifico napoletano, sorgono figure di spicco che danno inizio a una prestigiosa tradizione scientifica e in particolare botanica, facendo nascere a Napoli una prolifica scuola di floristi. Le opere di Domenico Cirillo (1739-1799), di Vincenzo Petagna (1730-1810) e di Filippo Cavolini (1756-1810), portano Napoli al centro del dibattito scientifico in campo botanico.

Nel periodo borbonico sono le opere di Michele Tenore, di Giovanni Gussone e di Giuseppe Antonio Pasquale a dare un respiro europeo alla produzione botanica partenopea.

Di Giovanni Gussone (1787-1866), cui è dedicato anche il bosco della Reggia, si conservano più opere, di particolare importanza è la Florae siculae synopsis.

La raccolta di riviste scientifiche straniere dei primi del Novecento presenti nella biblioteca testimonia la larga apertura internazionale dei ricercatori del tempo. Corredano il patrimonio della biblioteca antiche stampe e dipinti, affascinanti per qualunque visitatore.

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