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Il restauro dell'Orto Botanico di Portici

La valorizzazione dell'Orto Botanico di Portici è un obiettivo primario del Centro Musa e del Dipartimento di Agraria dell'Unversità di Napoli Federico II.
I primi lavori di restauro architettonico in corso hanno riguardato i viali d'accesso, la fontana centrale, il rifacimento del sistema di illuminazione e dell'impianto d'irrigazione.
Si tratta di un primo passo importante che dovrà proseguire con il restauro dei viali, cassonetti e vasche laterali oltre che dei muri di cinta.
Successivamente si dovrà avviare la riqualificazione del patrimonio botanico e delle serre espositive.
Un primo passo importante nella giusta direzione.

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La Piroga di età del bronzo di Poggiomarino

Nel sito archeologico di Longola di Poggiomarino, sulle sponde del fiume Sarno, è stato ritrovato un villaggio perifluviale datato tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro. Dallo scavo, effettuato qualche anno fa e diretto dalla dottoressa Caterina Cicirelli della Soprintendenza Archeologica di Napoli, si è rinvenuta una straordinaria piroga in legno monossile, cioè scavata manualmente ad ascia da un unico tronco di quercia di oltre otto metri.
Al Centro MUSA è stato affidato dalla Soprintendenza il progetto di conservazione per il quale si è allestita un’apposita vasca in cui si è ora avviato il lavoro di restauro coordinato dal dott. Gaetano Di Pasquale, docente di Tecnologie del legno e Dendrocronologia nel corso di laurea magistrale di Scienze Forestali ed ambientali presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il progetto, in corso di realizzazione, si svolge sotto la supervisione del Parco archeologico di Pompei e della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno esperta di restauro di legno bagnato di navi romane attualmente in mostra a Pisa.
Il restauro richiederà un anno di trattamenti al legno mantenuto in immersione. La piroga potrà poi essere messa in mostra al pubblico, nelle sale della Reggia di Portici dedicate ai Musei di Agraria, in una nuova sezione espositiva dedicata al legno archeologico.

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Fotografie di Salvatore Scialò


Archivio Angerio Filangieri e piattaforma Topotheque

Il progetto di Angerio Filangieri "L'inventario del patrimonio storico, artistico e naturale della regione Campania" ha permesso, dal 1969 al 2003, la creazione di un archivio composto da oltre 50.000 oggetti (foto, carte, libri, documenti). Il progetto si basava sull'idea che la conoscenza iconografica, topografica e descrittiva del patrimonio culturale (inteso nell'accezione più ampia del termine) di un luogo, contribuirebbe alla pianificazione del paesaggio più informata e consapevole. Attraverso un'ampia documentazione dell'ambiente naturale e delle opere d'arte, per un periodo di 35 anni, la collezione è diventata una fonte unica di evidenze riguardo luoghi che richiedono protezione e valorizzazione. Il Centro Musa e il Dipartimento di Scienze Umanistiche hanno pubblicato parte della collezione su una piattaforma web (Topotheque) che consente di memorizzare, condividere e geo-referenziare le foto, che può essere aperta all'interazione con cittadini o associazioni privati. L'iniziativa, originata da un progetto UE, mira a promuovere il recupero della memoria collettiva attraverso i media.


Progetto O.A.S.I.S. (Old Agricultural Sites and Irrigation Systems)
"Alla ricerca dell'agricoltura perduta"

OASIS è un progetto interdisciplinare nato nel 2012 e volto a ricostruire origini ed evoluzione del sito tardo-Romano di Umm al-Dabadib (Kharga Oasis, Deserto Occidentale Egiziano) con particolare attenzione all’organizzazione e natura delle coltivazioni e dei suoi fabbisogni irrigui. Umm al-Dabadib è situato ai margini della depressione dell’oasi, in un ambiente desertico ai confini del mondo abitabile, dove il sostentamento di una comunità richiedeva ingegno, metodo e conoscenze tecniche precise.
Dopo una stagione esplorativa nel 2013, OASIS ha stilato un piano d’azione preciso e ha dato inizio alle operazioni. La spedizione 2014 è stata sponsorizzata da National Geographic Society e Waitt Institute (NGS/Waitt Grant 298-13) ed ha ricevuto il riconoscimento del Ministero degli Affari Esteri, Ministero Affari Esteri DGSP-V.

Approfondimento / ENGLISH VERSION

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La Grande Serra dell’Orto botanico di Portici

L’obiettivo centrale di questo progetto è il recupero e la valorizzazione dell’Orto Botanico, nonché l’adeguamento architettonico e funzionale delle serre.
Su queste considerazioni si basa il progetto di un nuovo sistema unitario di serre adeguato al sito monumentale: la “Grande Serra”.
La Grande Serra è posizionata sull’asse longitudinale del complesso della Reggia e dei Giardini Reali nella direzione a monte, nel secondo settore quadrato dell’Orto, a ridosso del Muro del “Gioco del Pallone”, in posizione simmetrica rispetto ad esso.

Approfondimento

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PARADISOS
Paradise Regained: New Life for Old Gardens

PARADISOS è stato un programma Europeo di ricerca, che ha come temi la conservazione, la salvaguardia e l'accrescimento del patrimonio culturale e ambientale. Questo programma di ricerca è stato svolto attraverso una cooperazione europea.
PARADISOS ha coinvolto istituzioni di ricerca di tre paesi che hanno condiviso le proprie esperienze e conoscenze. Le istituzioni coinvolte sono: Università degli Studi di Napoli Federico II (Italia), Manchester Metropolitan Univerity (united Kingdom), Instituto Superior de Agronomia (Portugal).

Approfondimento

Plastici sito Portici


Il restauro e la realizzazione dell’Herculanense Museum

Gli obiettivi del progetto
Una delle antiche funzioni della Reggia di Portici era quella di sede del Museo Ercolanense, la prima raccolta archeologica dei reperti degli scavi vesuviani, venuti alla luce man mano che procedevano i lavori di costruzione della residenza. Inaugurato nel 1758, famosissimo in Europa per la eccezionalità dei ritrovamenti, in particolare per gli affreschi, le statue di bronzo, i papiri e gli utensili della vita quotidiana, il museo ebbe breve vita, prima trasferito a Palermo al tempo della Rivoluzione del 1799, poi destinato a confluire nell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
La Soprintendenza B.A.P.S.A.E. per Napoli e Provincia in collaborazione con la Provincia di Napoli, mediante i fondi POR della Regione Campania 2000/2006, P.I. “Pompei Ercolano e sistema archeologico vesuviano” erogati alla Soprintendenza BAPSAE - Fondi € 3.100.000,00, ha intrapreso ilRestauro dell’ala del piano nobile per la realizzazione del Museo archeologico multimediale dedicato all’Herculanense Museum. Il progetto e l'esecuzione del restauro architettonico dell'ala destinata al Museo Ercolanese sono stati curati da un gruppo multidisciplinare di lavorodi consulenti esterni.

L’intervento di restauro – I criteri e il metodo
Il progetto è stato impostato sugli indirizzi metodologici indicati nello Studio di fattibilità ed è diventato guida per i futuri programmi sul Sito Reale, fornendo ad essi gli strumenti tecnici ed economici.
La realizzazione del restauro ha previsto la conservazione e la valorizzazione degli spazi artistici dell’Appartamento Reale, ricomponendone l’immagine complessiva originaria del Sito Reale, completandolo e migliorandolo nella fruibilità con la realizzazione di nuovi impianti.
Il rispetto del criterio filologico è stato comunque prioritario, utilizzando i dati desunti dalle ricerche documentarie e bibliografiche.
Le scelte progettuali, relative sia all’apparato artistico sia alle opere architettoniche, hanno tenuto conto di alcuni criteri dettati dai tre obiettivi citati e connessi alle diverse categorie di intervento. In particolare, si elencano i seguenti elementi architettonici con i relativi criteri di intervento:

  • esecuzione di indagini diagnostiche con saggi stratigrafici, che ha determinato le metodologie dell’intervento;
  • consolidamento e restauro degli elementi voltati;
  • restauro dell’apparato decorativo presente nelle sale destinate a Museo;
  • realizzazione degli impianti: elettrico, illuminotecnico, termico;
  • nuovi pavimenti in cotto artigianale, similare a quello antico;
  • restauro degli infissi interni e scuretti degli infissi esterni;
  • restauro degli elementi marmorei settecenteschi quali: soglie e ornie.

 

L’allestimento attuale
Il percorso è tutto giocato sul filo della documentazione, della riproduzione di originali importantissimi, di ipotesi ricostruttive, suoni e voci del passato in una ambientazione coerente con l'aspetto degli interni degli Appartamenti Reali ai primi dell'Ottocento.
L'idea di realizzare l'Herculanense Museum nasce dall'intento di restituire la memoria dell'antico Museo, del clima culturale in cui esso era formato, dalle vicende storiche dei ritrovamenti archeologici e dei personaggi, che avevano dato vita alle attività di conservazione e restauro.
L'attuale Museo,posizionato nell'Appartamento Reale della Regina, ha previsto l'esecuzione di opere di restauro architettonico, restauro storico-artistico, realizzazione di impianti tecnologici, allestimento e scenografia, mediante: arredi fissi e mobili, riproduzioni calcografiche, plastici e modelli, tecnologie informatiche con le apparecchiature multimediali e relativi prodotti, realizzati dal C.R.A. (Centro di Ricerca Audiovisuale) dell'Università Federico II.

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